Il Movimento 5 Stelle è un movimento culturale che mira, tramite strumenti politici, a controllare e contrastare atteggiamenti clientelistici, mafiosi e individualisti che caratterizzano gli ambienti di potere italiani e che hanno contribuito a creare una cultura della delega e la perdita del sentimento di indignazione. Mira inoltre a costruire una cultura di legalità e di coscientizzazione della posta in gioco nell’esercizio della cosa pubblica.
I nostri politici, nati e cresciuti tra consigli di amministrazione e  talk show, così distanti dalle realtà della gente, hanno perso di vista il confine tra quello che è interesse di tutti e quello che è interesse di pochi, tra quello che si può giustificare e quello che va denunciato, tra quello che è un servizio alla cittadinanza e quella che è stata la costituzione di una casta. Da Tangentopoli 1 ad oggi le cose sembrano non essere cambiate, con la complicità di un sistema che ha permesso e tuttora permette che leggi assurde e personaggi furbacchioni continuino a perseverare. Leggi inconcepibili come quelle che danno rimborsi elettorali ai partiti e finanziamenti a giornali di partito con soldi NOSTRI, la presenza di parlamentari con fedina penale sporca pagati con soldi NOSTRI, le leggi ad personam, l’assenza di leggi per contrastare il conflitto di interessi, stipendi da 20 mila euro al mese, privilegi e auto blu, pensionamento dopo 3 anni di attività politica,  e tanto altro ancora….. Qualsiasi politico che non si sia indignato e non abbia fatto qualcosa contro tutto questo è complice o comunque non degno della fiducia degli italiani.
Noi cittadini gridiamo legalità, onestà nei confronti delle persone, lungimiranza delle decisioni politiche, politica fatta esclusivamente per amore del bene comune e non per altri interessi, la revisione totale di un sistema obsoleto e dai tanti sprechi. Nessuno dei politici è sembrato ascoltare, allora, non essendoci altra soluzione il M5S scende in campo con tutti i rischi che comporta innestare un movimento che è fuori dal sistema in un sistema inquinato ormai consolidatosi di cui il cittadino italiano è mero spettatore. Molti lo criticano chiamando in causa lacune nel programma elettorale, ad esempio nel campo dell’economia. Innanzitutto inviterei i politici italiani a desistere di dare lezioni di economia, dato come vanno le cose in Italia attualmente; secondo, se questo rischio è il prezzo da pagare perché si abbia un cambiamento culturale di questa portata, sono pronto a rischiare. Ci etichettano come “distruttori”,  “l’antipolitica”. Vorrei invitare questi signori a partecipare almeno una volta agli incontri del movimento che vengono fatti settimanalmente nei vari comuni, e chiedergli cosa ci trovano di “distruttivo”e “antipolitico” in gruppi di persone che si mettono in prima linea e che propongono formule politiche diverse da quelle veramente distruttive che ben conosciamo, che si impegnano e discutono perché sperano in un futuro migliore per il proprio territorio e le generazioni future.
È un treno della speranza che passa per noi giovani, la speranza di non dover sempre dire “tanto sono tutti ladri”, “tanto non cambia niente”, “tanto fanno quello che vogliono lo stesso”, la speranza di non avere sempre il presentimento che non conto un cazzo! Io su sto treno ci salgo senza troppa paura, e tu?